Paolo Tarantola, un “milanese” innamorato di San Marino

logo_nomeQuesta settimana parliamo di un imprenditore che si è innamorato del nostro splendido Paese e che ha deciso di voler avviare proprio qui il suo importante progetto.

Raccontiamo le ossessioni di Paolo Tarantola, della Tarasoft Srl, tra le prime Startup ad Alta Tecnologia ad essere entrate nell’incubatore Techno Science Park di Rovereta. Iniziamo chiedendo a Paolo in che momento della sua vita ha capito di volersi dedicare alle attività informatiche e quali competenze ha acquisito.

La mia formazione è quella di perito elettronico e da sempre mi occupo di analisi e sviluppo di importanti reti informatiche. Già a giovane età ebbi la possibilità di fare un’esperienza di lavoro presso l’Enel ma, ad un concorso che mi avrebbe dato la possibilità di avviare la carriera, ho deciso di rifiutarlo per iniziare l’attività imprenditoriale. Mi avvicinai ad un settore che ha sempre stimolato il mio lavoro, ossia quello medicale e vivendo a Milano, ho avuto la possibilità di lavorare con eccellenze in campo sanitario. Inizialmente mi occupavo di importanti reti informatiche, poi ho maturato competenze sia nell’installazione ed amministrazione di server (siamo partner Microsoft) e nell’implementazione di presidi per la sicurezza informatica. Quest’ultimo elemento è per noi molto importante perché, lavorando con dati molto sensibili, dobbiamo garantire standard molto elevati. Recentemente ci siamo avvicinati allo sviluppo di software che necessita di una grande conoscenza della macchina, in gergo dell’hardware, soprattutto quando il software deve garantire affidabilità ed elevate prestazioni.

tarantola_paolo_figura_fullSappiamo che Tarasoft ha un gran accreditamento sul territorio lombardo e la vostra esperienza si è palesata anche all’interno di ASI (dopo poco tempo Paolo è entrato nel direttivo dell’associazione). Ora siete all’interno del TSP e state portando avanti un importante progetto, lo potresti brevemente raccontare?

Si tratta di un progetto medicale con caratteristiche importantissime. E’ una risonanza magnetica articolare trasportabile, uno strumento normalmente conosciuto per essere “enorme” e con un peso che si aggira tra i 1.300 ed i 1.400 Kg. Quella che stiamo progettando noi è di circa 140 kg, e può essere caricata in vari mezzi di trasporto per operare in mobilità. E’ dotata di sistemi di trasmissione dati mobili, con i massimi standard di sicurezza, che permettono al medico di effettuare la diagnosi restando in ospedale.

Quali potrebbero essere le applicazioni di una risonanza magnetica trasportabile?

Principalmente permettiamo di risolvere 2 criticità, la più importante è che la macchina può essere utilizzata in zone poco praticabili, ad esempio in paesi poco sviluppati dove non è possibile permettersi una struttura ospedaliera. La seconda è che può essere noleggiata ( a consumo ) per periodi di tempo limitati, ad esempio nei presidi medici che non hanno i numeri per fare investimenti in risonanze magnetiche standard, preferendo affittarla per poche settimane.
La stessa macchina è utilizzabile anche nell’ambito veterinario per esami/diagnosi a piccoli animali del peso massimo di circa 20 Kg.


Sappiamo che la ricerca per diminuire lo spazio dello strumento ha permesso un’importante scoperta, puoi raccontarcela?

Con molto piacere. Abbiamo scoperto di essere in grado di applicare questa nuova tecnologia anche per lo studio del bulbo oculare (degli occhi). Una vera innovazione in ambito medicale, per la quale siamo supportati da professori dell’università dell’Aquila con fama internazionale. Il progetto potrebbe ricevere finanziamenti europei ed aprire un importante capitolo per quanto concerne la ricerca in ambito di risonanza magnetica dedicate.

“Finanziamenti Europei” sono due parole difficilmente spendibili a San Marino, state riuscendo a intraprendere questo percorso?

Per ora no ed effettivamente è un percorso molto difficile. Questa è una criticità del Paese e comunque è il grande tema delle startup che spesso vengono finanziate solamente perché hanno un modello di business semplice e che porta velocemente ad un risultato. Quando le cose diventano più complesse, come la nostre ricerche, la strada è decisamente più complessa. Quindi l’accesso ai fondi europei sono una delle poche alternative per finanziarsi e un’azienda sammarinese può sperare di accedervi solo se in cordata con aziende di paesi membri. Vedremo se in futuro si riuscirà ad ottenere qualcosa in più, noi (parlo di me e della mia famiglia) ci siamo innamorati di questo paese ricco di bellezze e cultura e crediamo che ci sia il potenziale per ottenere dei risultati.

La storia di Paolo valorizza molto il nostro territorio, offrendo un ottimo esempio su come potremmo essere attrattivi per eccellenze imprenditoriali con un forte carattere in ambito di Ricerca e Sviluppo. I problemi sono all’ordine del giorno ma devono essere sempre accompagnati dal desiderio di raggiungere l’obiettivo! Alla prossima ossessione.

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William Casali

Presidente ASI

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